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domenica 26 luglio 2026

L'Etna nella sua maestosità - Sicilia


    Che viaggio SPETTACOLARE!

In partenza da Roma direzione Aeroporto di Catania. Meno di un ora di volo per giungere in uno dei luoghi più a sud della penisola italiana.
Già dall'aereo di vedevano le isole Eolie...un bel po' vulcaniche direi e "IDDA" ovvero l'Etna. Il vulcano più iconico, montagna che respira con tutta la sua potenza.

Dopo l'arrivo in Sicilia, con sosta e pernottamento a Giardini Naxos, ai piedi della favolosa Taormina (che consiglio di visitare), ci è venuto a prendere Etna wild, tour operator di zona che consiglio vivamente.
L'amico Gianfranco, disponibilissimo e molto edotto nel settore vulcanologico è un abitante delle pendici dell'Etna. Nato e cresciuto con al di sopra le bocche eruttive, appartiene lui stesso alla montagna che vanta un dislivello totale da zero metri sul livello del mare fino a oltre 3000 della vetta.

Grazie alla nostra guida, appunto Gianfranco, siamo saliti fin dove possibile arrivare in quel momento, rendo noto che stava iniziando proprio quel giorno l'attività vulcanica dell'edifico!

Un continuo salire e passare da ambienti ed habitat diversi marcati dalla vegetazione che pian piano, da quella tipica di mare si avvicinava a quella tipica dell'alta montagna. Nel mezzo alcune specie erbacee e arbustive che si fanno spazio tra i frammenti eruttati. A mio avviso più unico che raro questo repentino passaggio ti fa quasi dimenticare di essere al mare in Sicilia...sembrano le Alpi.



Purtroppo non essendo arrivati fino alla cima, ci siamo concessi un breve trekking sui depositi delle passate eruzioni. Camminare sulle ceneri vulcaniche che erano state espulse fino a gande distanza è stato come camminare su "vetro" dato il suono degli scarponcini a contatto con la pietra sottostante. Strati e strati di ceneri, lapilli, manche enormi bombe, scagliate con forza dal cratere principale e da altri crateri che nel tempo si sono formati.



Ovviamente una vista mozzafiato, con vetta e mare tutto nel panorama o meglio nel geo-paesaggio a 360°.



Emozione unica, da ripetere magari arrivando fin dove consentito, nei pressi della vetta per comprendere ancora di più una montagna "fumante" viva e che rappresenta in pieno le dinamiche evolutive del nostro pianeta.




Articolo a cura di : Prof. Stefano Farinelli



Insta https://www.instagram.com/stefanofarinelli84/

mercoledì 20 maggio 2026

Com'è possibile? È tutta una questione di tempo

Is Aruttas Santas, Villaurbana(OR)
STESSA LAVA, DUE DESTINI: 
In basso colonne perfette come sculture, in alto roccia caotica e disordinata. Eppure è la stessa identico colata di lava basaltica, arrivata nello stesso momento. Com'è possibile? È tutta una questione di tempo:
Parte alta (Giorni/Settimane):esposta all'aria o forse alla pioggia, la lava ha subito uno shock termico. Si è contratta in modo rapido e violento, raffreddandosi in una massa caotica.
"Colonnato"(Mesi/Anni): La crosta superiore ha fatto da "effetto thermos". Isolata dal freddo, la lava profonda si è raffreddata a una lentezza millimetrica. Questo ha permesso alla roccia di contrarsi con precisione matematica, creando prismi perfetti. Mentre sopra la roccia era già solida e calpestabile, a pochi metri di profondità il cuore della colata bruciava ancora a 900°C, impiegando anni a completare il suo disegno. Al momento non ci sono datazioni certe, ma per analogia con basalti della zona, l'età dovrebbe essere intorno ai 3 milioni di anni.
Ne avete mai vista una dal vivo?

A cura di : Luigi Sanciu

martedì 5 maggio 2026

Dancalia: Lago di lava Erta Ale



In questo articolo si parla di un luogo inospitale ma anche unico nel proprio genere. Siamo nel continente africano, più precisamente in Etiopia - Dancalia. Una regione continentale in cui si trovano numerosi vulcani. 


Ne è un esempio l'Erta-Ale che da origine ad uno SPETTACOLO DELLA NATURA il lago di lava!


Luca Lupi, esperto esploratore con un passato decennale nella ricerca di queste forme proprio in Dancalia ne parla sinteticamente per IGEOTURISTI.

"Un lago di lava attivo è una grossa quantità di lava incandescente che ribolle in continuazione all’interno di una depressione vulcanica. Rappresenta la porzione superficiale di una colonna di magma contenuta all’interno di un condotto vulcanico. Questo lago di lava per mantenere inalterato nel tempo la sua attività, ha bisogno di essere costantemente alimentato da magma caldo spinto da moti convettivi provenienti dalla camera magmatica sottostante".

Di sicuro un luogo dove non tutti possono fare geoturismo ma con grande fascino attira scienziati da tutto il mondo.

 

A cura di: Stefano Farinelli - Geologo, docente, divulgatore scientifico

Video Insta: https://www.instagram.com/reel/DXEEBU8COa8/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==



giovedì 23 aprile 2026

Alla scoperta dei 3 vulcani di San Venanzo in Umbria


Tra i fenomeni geologici più affascinanti, c’è sicuramente la potenza dei vulcani in eruzione e le attuali conoscenze del territorio regionale umbro sfatano tantissime leggende locali in cui sono presenti antichi vulcani spenti. Eppure, c’è un angolo di Umbria in cui i vulcani sono presenti per davvero. Alle pendici settentrionali del monte Peglia troviamo il paese di San Venanzo che dal 1999 ospita, nella cornice di Palazzo Faina, il Museo Vulcanologico. 

I Geoturisti vi portano alla scoperta di una delle zone più sorprendenti della storia geologica dell’Italia centrale, un luogo in cui il paesaggio racconta ancora oggi un’eruzione avvenuta circa 265.000 anni fa e capace di lasciare tracce uniche al mondo: I Vulcani di San Venanzo.

Camminare e scoprire quest’area dell’Umbria è possibile seguendo la sentieristica CAI con il Percorso “Anello dei Tre Vulcani” ed il Grande Anello Orvietano. Venire al Parco Vulcanologico significa entrare in un laboratorio naturale a cielo aperto, dove ogni dettaglio diventa una chiave per comprendere processi profondi che hanno modellato la crosta terrestre.

Il territorio fu interessato da un’attività vulcanica molto variegata: diverse fasi esplosive che hanno generato tre coni: Maar di San Venanzo, Pian di Celle e il cono eccentrico di Celli. Questi apparati, seppur modesti nelle dimensioni, sono straordinari per la qualità dei materiali eruttati, tra cui spiccano rocce e minerali rarissimi.

La roccia che è nota fra gli addetti ai lavori come “venanzite” (pietra di San Venanzo), è una roccia scura, compatta, ricca di minerali insoliti che testimoniano la risalita di magmi profondi. 

L’intera area è oggi protetta come Parco Vulcanologico e offre un percorso immersivo che permette di leggere il paesaggio come un libro aperto: i crateri ormai spenti, le colate consolidate, i depositi piroclastici stratificati, le forme circolari dei coni e le variazioni cromatiche del suolo sono elementi che guidano il visitatore in un viaggio nel tempo profondo.

Vi consigliamo, oltre che la scoperta del Parco anche la visita del Museo Vulcanologico, poichè completa il percorso rivelando diversi dettagli: un minerale dalle forme geometriche perfette, una superficie che ricorda la rapidità del raffreddamento, un cambiamento improvviso nella granulometria dei depositi che racconta la violenza di un singolo evento eruttivo. 


Tutto questo offre al geoturista, anche occasionale, un approfondimento chiaro e coinvolgente: modelli, campioni di rocce, ricostruzioni multimediali e pannelli esplicativi permettono di comprendere i processi che hanno dato origine ai vulcani e di interpretare ciò che si osserva lungo i sentieri. Questa modalità di esplorazione, particolarmente apprezzata dai bambini e giovani, è quella che si può fare anche con le didattiche del Museo Vulcanologico, aperto tutto l’anno su prenotazione. 

Esplorare questi vulcani significa immergersi in un paesaggio che conserva la memoria di un passato tumultuoso e allo stesso tempo offre un ambiente naturale armonioso, ricco di biodiversità e di scorci panoramici.


A cura di: Federico Famiani - Geologo, insegnante e guida Ambientale Escursionistica


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La gola del Furlo e i suoi GEOSITI

  Vi siete mai chiesti come si sono formate alcune valli, nel mentre che passiamo in auto per i territori montani? Io sicuramente Si! Ed anc...