lunedì 24 agosto 2026

La gola del Furlo e i suoi GEOSITI

 

Vi siete mai chiesti come si sono formate alcune valli, nel mentre che passiamo in auto per i territori montani?

Io sicuramente Si! Ed anche molto spesso.

In questo caso vi porto nelle Marche, fra i comuni di Acqualagna e Fermignano, dove si trova la famosa "Gola del Furlo".

Un luogo naturalistico FAVOLOSO date le sue ripide ed alte pareti in roccia ed il corso d'acqua che scorre alla base.

Ma co me si è formata questa gola? Bhè, si tratta di una erosione del Fiume Candigliano a scapito delle rocce calcaree ivi presenti. Queste rocce, sono di origine sedimentaria di un antico fondo del mare. Pensate che resti di organismi viventi si deponevano sul fondo ed infatti nei paraggi, si ritrovano numerosi fossili proprio di questi organismi marini.

Per ammirare questo geo-paesaggio, si deve percorrere una strada nel mezzo delle montagne delle Alte Marche, dove si susseguono colori che passano dal bianco candido al rosso intenso.

Tale è l'interesse che il GEOSITO allargato è presente all'interno della banca dati di ISPRA nell'Inventario Nazionale dei Geositi italiani. Tante curiosità geologiche e non solo si possono scoprire dalla sua scheda, come la presenza di una grotta, accanto al fiume, chiamata "grotta del Grano". Questo per indicare che già in tempi passati si ritrovavano insediamenti in questa gola. 

Non secondario l'aspetto legato all'enogastronomia che vede Acqualagna patria del tartufo e non solo, ma anche il geoturismo in bici e a piedi per le vette che si affacciano sul corso d'acqua.

Insomma, un luogo da scoprire per numerose attività da svolgere e conoscere nel mezzo della catena appenninica del Centro Italia.

Vuoi suggerire anche tu la presenza di un GEOSITO? segui il link qui sotto e compila il modulo da sottoporre ai tecnici di ISPRA. Magari anche il "tuo" Geosito potrà essere presente nel database nazionale!

https://sinacloud.isprambiente.it/portal/apps/sites/#/inventario-nazionale-geositi-1

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Articolo a cura di: Stefano Farinelli




domenica 26 luglio 2026

L'Etna nella sua maestosità - Sicilia


    Che viaggio SPETTACOLARE!

In partenza da Roma direzione Aeroporto di Catania. Meno di un ora di volo per giungere in uno dei luoghi più a sud della penisola italiana.
Già dall'aereo di vedevano le isole Eolie...un bel po' vulcaniche direi e "IDDA" ovvero l'Etna. Il vulcano più iconico, montagna che respira con tutta la sua potenza.

Dopo l'arrivo in Sicilia, con sosta e pernottamento a Giardini Naxos, ai piedi della favolosa Taormina (che consiglio di visitare), ci è venuto a prendere Etna wild, tour operator di zona che consiglio vivamente.
L'amico Gianfranco, disponibilissimo e molto edotto nel settore vulcanologico è un abitante delle pendici dell'Etna. Nato e cresciuto con al di sopra le bocche eruttive, appartiene lui stesso alla montagna che vanta un dislivello totale da zero metri sul livello del mare fino a oltre 3000 della vetta.

Grazie alla nostra guida, appunto Gianfranco, siamo saliti fin dove possibile arrivare in quel momento, rendo noto che stava iniziando proprio quel giorno l'attività vulcanica dell'edifico!

Un continuo salire e passare da ambienti ed habitat diversi marcati dalla vegetazione che pian piano, da quella tipica di mare si avvicinava a quella tipica dell'alta montagna. Nel mezzo alcune specie erbacee e arbustive che si fanno spazio tra i frammenti eruttati. A mio avviso più unico che raro questo repentino passaggio ti fa quasi dimenticare di essere al mare in Sicilia...sembrano le Alpi.



Purtroppo non essendo arrivati fino alla cima, ci siamo concessi un breve trekking sui depositi delle passate eruzioni. Camminare sulle ceneri vulcaniche che erano state espulse fino a gande distanza è stato come camminare su "vetro" dato il suono degli scarponcini a contatto con la pietra sottostante. Strati e strati di ceneri, lapilli, manche enormi bombe, scagliate con forza dal cratere principale e da altri crateri che nel tempo si sono formati.



Ovviamente una vista mozzafiato, con vetta e mare tutto nel panorama o meglio nel geo-paesaggio a 360°.



Emozione unica, da ripetere magari arrivando fin dove consentito, nei pressi della vetta per comprendere ancora di più una montagna "fumante" viva e che rappresenta in pieno le dinamiche evolutive del nostro pianeta.




Articolo a cura di : Prof. Stefano Farinelli



Insta https://www.instagram.com/stefanofarinelli84/

lunedì 1 giugno 2026

IGEOTURISTI a Montone (Pg)

 


Ciao geoturisti!

Oggi mi trovo in Umbria, nel cuore verde d'Italia. Nello specifico siamo nella ciclovia del fiume Tevere nel fondo valle che poi ci porterà a scoprire uno dei luoghi più caratteristici di queste zone, ovvero Montone, un piccolo borgo in pietra arroccato su queste colline. Dopo alcuni chilometri di salita, mi trovo nella bellissima Montone, mi hanno detto che c'è una sorta di cavità escavata dall'uomo molto particolare. C'entro proprio dentro. Ora lascio la mia bicicletta e ve la faccio vedere, ve la mostro.


Guardate che spettacolo. È una sorta di piccola galleria che mostra i depositi che costituiscono il substrato geologico di Montone. Questi conglomerati sono dei ciottoli, delle ghiaie e delle sabbie che stanno proprio al di sotto dell'edificato. Delle rocce, anzi delle terre in questo caso sedimentarie. Se ne vedono tante, ma soprattutto nelle varie cavità che si trovano sotto le abitazioni.

Sto pedalando per gli stretti vicoli di Montone che mi portano ad un punto panoramico fantastico. E da qui poi si può anche vedere la frana che andremo a visitare fra poco. Sono sceso da Montone, ho lasciato la bici lungo strada e mi sono addentrato nel campo però osservare da lontano questa enorme frana. Pensate, circa 4 ettari, ma non ci si può avvicinare troppo a causa della vegetazione. Qui si possono notare tutti gli elementi tipici delle frane complesse, come la scarpata e il deposito di frane che poi si affaccia sulla Valle del Tevere.

Dopo essere stato nei pressi di questa antica frana, ho di fronte a me un'antica chiesa tutta costruita in pietra, perché lo ripeto, qui ci sono tanti sedimenti sciolti, ma anche la Marnoso-Arenacea, quella formazione che si trova a strati un po' in tutta la parte di Toscana ed Umbria che ci compete. 


Quindi vi invito tutti a venire a vedere e visitare questi bellissimi luoghi anche noleggiando un bike per godervi il favoloso paesaggio del centro dell'Umbria.

Autore: Stefano Farinelli


Link al video:

Igeotursiti a Montone (Pg)


mercoledì 20 maggio 2026

Com'è possibile? È tutta una questione di tempo

Is Aruttas Santas, Villaurbana(OR)
STESSA LAVA, DUE DESTINI: 
In basso colonne perfette come sculture, in alto roccia caotica e disordinata. Eppure è la stessa identico colata di lava basaltica, arrivata nello stesso momento. Com'è possibile? È tutta una questione di tempo:
Parte alta (Giorni/Settimane):esposta all'aria o forse alla pioggia, la lava ha subito uno shock termico. Si è contratta in modo rapido e violento, raffreddandosi in una massa caotica.
"Colonnato"(Mesi/Anni): La crosta superiore ha fatto da "effetto thermos". Isolata dal freddo, la lava profonda si è raffreddata a una lentezza millimetrica. Questo ha permesso alla roccia di contrarsi con precisione matematica, creando prismi perfetti. Mentre sopra la roccia era già solida e calpestabile, a pochi metri di profondità il cuore della colata bruciava ancora a 900°C, impiegando anni a completare il suo disegno. Al momento non ci sono datazioni certe, ma per analogia con basalti della zona, l'età dovrebbe essere intorno ai 3 milioni di anni.
Ne avete mai vista una dal vivo?

A cura di : Luigi Sanciu

sabato 16 maggio 2026

Le piramidi di terra di Segonzano


In tutto il mondo trovano degli spettacoli naturali che spesso non riusciamo bene a comprendere.

Sarà per le leggi fisiche che ci stanno dietro o perché all'apparenza sembra veramente qualcosa di impossibile!

Come sempre in un viaggio esplorativo mi dirigono verso il Trentino, nello specifico nei pressi di Segonzano! Questa è roba da IGEOTURISTI 🌍 che di stranezze geologiche da vede ne danno il proprio scopo!!

Me ne avevano parlato in piú persone ed avevo letto qualcosa sui social, quindi piuttosto incuriosito, volevo vedere con i miei occhi.

Si arriva come di consueto fra le spettacolari valli del Trentino, piene di vegetaizone estiva e turisti sparsi ovunque.
Un piccolo centro info per fare i biglietti e poi su in salita lungo il sentiero che attraversa le piramidi di terra.
Veramente favolose...torrette di depositi glaciali con tutte le granulometrie da più fine a più grossolane sormontate da un masso che sta lì sopra come un cappello!
Imponenti, magari un po' precarie, raccontano una storia di accumulo di detrito e successiva erosione. Il masso al top, pensate, serve proprio per fare si che gli agenti atmosferici non "erodano" completamente il pinnacolo pseudo-verticale. Tutto in equilibrio immerse nelle fitta vegetazione offrono un trekking (piú distanze) in cui si può notare qualcosa di molto particolare, come sempre, creato da madre natura.

Ma cammina cammina non si mangia???
Certo! Alla basa del percorso un bel STRAUBEN con cioccolata ❤️
Per vedere il video clicca qui sotto:



martedì 5 maggio 2026

Dancalia: Lago di lava Erta Ale



In questo articolo si parla di un luogo inospitale ma anche unico nel proprio genere. Siamo nel continente africano, più precisamente in Etiopia - Dancalia. Una regione continentale in cui si trovano numerosi vulcani. 


Ne è un esempio l'Erta-Ale che da origine ad uno SPETTACOLO DELLA NATURA il lago di lava!


Luca Lupi, esperto esploratore con un passato decennale nella ricerca di queste forme proprio in Dancalia ne parla sinteticamente per IGEOTURISTI.

"Un lago di lava attivo è una grossa quantità di lava incandescente che ribolle in continuazione all’interno di una depressione vulcanica. Rappresenta la porzione superficiale di una colonna di magma contenuta all’interno di un condotto vulcanico. Questo lago di lava per mantenere inalterato nel tempo la sua attività, ha bisogno di essere costantemente alimentato da magma caldo spinto da moti convettivi provenienti dalla camera magmatica sottostante".

Di sicuro un luogo dove non tutti possono fare geoturismo ma con grande fascino attira scienziati da tutto il mondo.

 

A cura di: Stefano Farinelli - Geologo, docente, divulgatore scientifico

Video Insta: https://www.instagram.com/reel/DXEEBU8COa8/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==



domenica 3 maggio 2026

Fissure ridge di Rapolano Terme, dove l’acqua si fa pietra


 Nel cuore ondulato delle Crete Senesi, Rapolano Terme custodisce un tesoro di rarità mondiale che trasforma il paesaggio in un museo geologico a cielo aperto. È qui che Igeoturisti vi portano oggi, proponendo la scoperta di una location d’eccezione: il "fissure ridge" situato in prossimità delle Terme di San Giovanni. Questa straordinaria formazione non è una semplice roccia, ma una vera e propria scultura d’acqua e di gas, nata da un processo millenario che vede la Terra "respirare" attraverso profonde fratture della crosta. Immaginate una ferita nel terreno da cui, per secoli, sono sgorgate acque calde cariche di minerali; nel momento in cui l’acqua incontra l’atmosfera, la liberazione dell’anidride carbonica provoca la precipitazione del carbonato di calcio, che si deposita strato dopo strato ai lati della sorgente, dando così origine al travertino. Il risultato è una cresta rocciosa rettilinea, un muro naturale che si eleva per circa 10 metri e si sviluppa in lunghezza per ben 250 metri, segnando il profilo delle colline con una precisione quasi architettonica. Questa imponente dorsale di travertino, larga 30 metri, è un monumento geologico relativamente giovane – le sue rocce risalgono a circa 24.000 anni fa – e rappresenta un’occasione unica per il geo-turismo. Una delle curiosità più affascinanti per il visitatore è la possibilità, sulla sommità della cresta, di ripercorrere la stretta fessura continua che attraversa tutta la struttura, quasi fosse la bocca di un vulcano d’acqua che un tempo alimentava l'intera formazione. Il sito è tuttora in parte vivo: alle estremità della dorsale si possono ancora osservare piccoli coni e vaschette da cui fluiscono emissioni liquide e gassose a una temperatura di circa 40 gradi centigradi. Queste sono accompagnate dal tipico odore di uova marce continuando l'incessante opera di costruzione minerale.  Non ne siete convinti? Avvicinate l’orecchio lungo queste aperture, potrete sentire gorgogliare i liquidi profondi che risalgono in superfice. 

Poco distante a meno di un centinaio di metri, si trova la Mofeta del Bossoleto: una dolina naturale larga 50 cm e profonda 10 m satura di CO2, un vero laboratorio a cielo aperto dove specie vegetali uniche si sono adattate a vivere nell'atmosfera del futuro.

Passeggiare lungo questi elementi naturali significa toccare con mano l'energia che modella la Toscana da millenni, e dopo questa esperienza geo-turistica non si può non chiudere la giornata con un bel bagno nelle calde acque delle terme!


A cura di: Caterina Zei - Geologa e Divulgatrice Scientifica
Insta profile: https://www.instagram.com/catezeta/


La gola del Furlo e i suoi GEOSITI

  Vi siete mai chiesti come si sono formate alcune valli, nel mentre che passiamo in auto per i territori montani? Io sicuramente Si! Ed anc...